Revision 2019 pt.2 – gioiellini

Newton Protocol – PC 4k

Qui il limite imposto è quello dello spazio occupato, non dei cavalli vapore a disposizione, sulla mia configurazione sono riuscito ad ottenere alternativamente un avviso minaccioso sull’ occupazione delle risore o un paio di frame a plenilunio. Quindi sono dovuto ricorrere al video su Youtube. Si, lo so, non si fa, i lavori degli artisti vengono violentati dai codec ed il concetto cardine di esecuzione realtime si perde per strada.

Una volta, agli albori degli engine software 3d, commerciali o no, esistevano le tech-demo, spesso scene singole il cui scopo era quello di illustrare caratteristiche e punti di forza del motore stesso, facendo cadere quante più mascelle possibile nel processo. Questo fa esatamente questa produzione finnico-italica (ciao Cesare!)

Ci viene sparata in faccia l’implementazione di un ambiente renderizzato con path-ray-tracing, fisica, oggetti speculari, emissivi e opachi con synth software. In 4k. Nel Browser. In Javascript. Magia nera.

Storie di millennialria incomprensione

Passa un adolescente, probabilmente nel tragitto tra un divano ed unsa tacca in più di collegamento wifi per Fortnite, e mi dice; “ma non è 4k, è una risoluzione molto più bassa”. Ora gli faccio generare documenti word, anche solo contenenti la scritta “culo”, guardare il peso del file, intorno ad 11k, meditare sulla qualità, quantità e risoluzione dell’intrattenimento che ne deriva.

Revision 19 – il diamante

Megademika 4k – Serzhsoft


4k per ZX Spectrum 48k ed interfaccia sound AY

4kb di codice su una cpu vecchia più di 30 anni per definire i nuovi traguardi dello stato dell’ arte generativa. Nemmeno parlarne per iperboli probabilmente gli rende abbastanza omaggio, ci si ferma facilmente a pensare come 4k di simboli si possano tradurre in animazioni e suoni che parlano un linguaggio coerente, scene che si susseguono per interi minuti senza ripetersi pur rimanendo dalla parte giusta del “completamente random”. E’ come se si fosse scomposto in sillabe tutto quello che visivamente avesse un “significante” e poi si fossero prodotte e combinate tutte le frasi che avessero un significato. E’ una esperienza estraniante, da un seme così piccolo germoglia un’opera estetica così appagante, ogni animazione rimane a schermo quella manciata di secondi necessaria contemporaneamente ad intrattenere, non diventare noiosa e creare anticipazione per la “stanza” successiva. Si innesca anche la componente ludica, la sfida a riconoscere il pattern, ad anticipare la sequenza, si cade continuamente nella trappola del pensare che adesso qualcosa si ripeterà, deve ripetersi, sono 8 minuti che gira, sono solo 4 k.

Poi lo schermo indugia troppi secondi sul nero, lo spettacolo è finito, potete smettere di trattenere il fiato… coup de théâtre, breve precalcolo, nuovi pattern, nuova musica, ora anche i colori, clash degli attributi, scritte animate, lo Spectrum parla, come ad esalare l’ ultimo respiro, per investire le altre piattaforme del compito di portare avanto il suo retaggio di creatività e disprezzo per i limiti imposti.


Alcune note:

In buona parte dei modelli più diffusi dell’8bit britannico le capacità audio erano limitate allo speaker interno ad 1 bit; sui modelli 128k o con apposite interfacce si poteva usare il più verstile chip sonoro AY3 8912.

Qui il link per scaricare l’archivio completo che contiene varie versioni della intro, compresa una versione che parte da windows sfruttando l’ emulatore UnrealSpeccy. Usufruendo di questa opzione e premendo “ESC” si accede al debugger dell’ emulatore ed ad una nuova e bellissima chiave di lettura dell’ opera, a patto che non siate proprio a digiuno dell’ assembly dello Z80. Capolavoro.


Natale con i tuoi, Pasqua al demo-party


La prima volta che mi ci sono addentrato si chiamava “Mekka-Symposium”, l’ultima “Breakpoint”, adesso “Revision”; il demo-party di Pasqua è una tradizione ben radicata. Seguendo le competizioni attraverso lo stream Twitch si riesce ad avere, anche se parzialmente, il polso della sala che glorifica gli slanci tecnici ed artistici di chi ha investito anni a studiare, confrontarsi e maledire dei limiti tecnici per imparare a conviverci, a sfruttarli a proprio favore o, a volte, a demolire completamente per alzare ulteriormente l’ asticella dell’ incredibile.

Questa è la pulsione primaria della scena demo. Oltre ad ubriacarsi ed urlare “AMiiigaaa!”, in Germania, a Pasqua.

Nei prossimi post alcune delle produzioni che più mi hanno colpito.