Il cielo sopra Lastra a Signa era del colore di una tv sintonizzata su un canale morto

Firenze vintage bit 2018

Edizione 0x0A. 10 anni senza perdere slancio, entusiasmo e smalto. Ogni volta nuovi spunti di discussione, panel molto stimolanti, materiale umano di prima scelta. Così si scopre di avere tante cose in comune, esperienze formative che diventano improvvisamente universali anche se vissute a latitudini diverse in tempi differenti. Oppure a Marina di Grosseto. Si aggiunge una dimensione a qualcuno e qualcosa di visto solo su Facebook o YouTube. Rimane sempre incredibile la disponibilità di tutti gli espositori che fanno finanche giocherellare il pubblico generalista anche con i “reperti” più rari.

Qui di seguito le due gallery, divise, come tutti gli aspetti importanti dell’ esistenza, tra Commodore e nonCommodore.

Commodore

resto del mondo


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ZZap! 2019

Ricordo l’edicola di Marina di Grosseto, nel giugno del 1986, la copertina con quell’ astronave rossa e bianca che falciava le truppe di terra come se fosse un’illustrazione di qualche avvenimento importante tratto della “domenica del corriere”, la scoperta che si potesse parlare di quello che allora era il futuro in un tono scanzonato ma allo stesso tempo autorevole.

Su ZZap! si scriveva di videogiochi, un argomento dannatamente serio.

Così ZZap! diventò anche per me un romanzo di formazione, una bussola per imparare, nomi, canoni, ed estetica dell’8 bit. Con il modico esborso di 3500lire tutti i mesi si potevano conoscere le peripezie di Jeff Minter, di Rob Hubbard , leggere la colonna del Mago riservata alle avventure testuali, godere delle copertine e dei disegni di Frey, scoprire non senza sconcerto il titolo reale del gioco nella cassettina mix dell’ edicola.

Ora ZZap2so che “Il pistolero” era “Gunfright”. Ma rimarrà “il pistolero”.

Ho anche un ricordo squisitamente “tattile” della rivista di allora; non so imputare la colpa alla grammatura della carta, agli inchiostri utilizzati o alla sudorazione adolescenziale, ma, puntualmente , sui polpastrelli rimanevano appiccicati i colori di Oliver Frey e le copertine diventavano adorne delle impronte digitali.

Fusion Retro Books, finanziatasi tramite Kickstarter, ha prodotto un pregevole annual 2019 con tanto di copertina ispirata ad una delle medaglie d’oro recensite, completato dal calendario con illustrazioni dal repertorio di Frey e spilletta “SiZZler”, quello che nella versione italiana era “gioco caldo”.  Fondamentalmente tra le pagine ci sono le recensioni di tutto quello che sia uscito per il C64 negli ultimi dieci anni e qualche pregevole speciale, tipo quelli su Adventuresoft e SEUCK.  Divertenti i consueti ritratti dei redattori, debitamente aggiornati; specialmente Rignall sembra un poco imbolsito. Purtroppo non  c’è la gamma di espressioni “basito” e “disperato” che tanto mi piaceva.

A chiusura vale ricordare quanto sia stato apprezzabile, coraggioso e qualitativamente eccelso il progetto editoriale parallelo italiano, capace di ereditare lo spirito e l’ autorevolezza dell’ originale trapiantandolo in un contesto ed una fauna diventati miti per una generazione. Il sito di riferimento è ZZap.it che contiene l’ emeroteca di quanto pubblicato ed alcune interviste aggiornate.

Per BBS come se fosse il 1987. Col C64

Prima che internet fosse internet, molto prima che corresse il rischio di essere banalizzata dal rapporto di eguaglianza con i social-network del momento, quando i dati non erano ancora big, quando il machine-learning stava tutto nel far giocare a tris un supercomputer, quando gli schermi non si chiamavano display nè tantomeno erano “touch”, c’erano le BBS. Ci si trovava dentro tutto il sapere, i programmi, i giochi e spesso anche dei rapporti umani.

Per accedervi erano necessarie tante conoscenze diventate oggi obsolete, come i comandi AT.  L’ ultima volta che ho parlato con un Us-Robotics 56K era il tardo 2005.

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Copiatori esotici per Amiga

Ovvero nonni, zii, cugini e pronipoti di X-Copy

C’è stato un periodo della vita in cui il numero di sedicenti amici era collegato in proporzione geometrica al prodotto del numero di release del copiatore ed il numero di unità floppy esterne a disposizione. Ma prima che X-Copy diventasse il re indiscusso ci sono stati altri software di copia, ognuno coi suoi pregi, ognuno coi suoi limiti.

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Monitor che odiano i 15Khz

Non si vedono più in giro molti CRT. Forse nelle puntate di qualche vecchio serial tv. O magari ai margini delle strade come incivile trattamento di un RAEE. I forum dedicati alla costruzione/restauro di cabinati Jamma o MAME sono pieni di flame tra i sostenitori del CRT (a 15khz o con accrocchi upscaler) e figli della contemporaneità che si devono accontentare di un LCD che sia in commercio a prezzi umani, magari con un rapporto 4:3 che eviti le fastidiose barre nere laterali.

Chi ha utilizzato Amiga appena oltre l’ aspetto ludico conosce bene l’ importanza di un buon monitor; passsare così tanto tempo davanti a DeluxePaint o Asm-one diveniva una seduta di abbronzatura facciale.

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Bamiga Sector One

Il tesoro dei pirati è in Belgio

Bamiga Sector 1 o BS1 è stato un gruppo formatosi in Belgio nel giugno del 1986 ed attivo fino all’ inizio del 1990. Sono annoverati tra i primissimi gruppi cracker su Amiga, hanno aggiunto decine di intro (spesso molto derivative, di chiara ispirazione ed estetica C=64) ai crack frutto anche di eccellenti collaborazioni con gruppi quali Kent team, Inertia, Quoram etc.

E tutto questo NON andrà perduto come lacrime nella pioggia.

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